PROGETTI / Concorsi

BARI -RIQUALIFICAZIONE DI VIA SPARANO E DEGLI SPAZI PUBBLICI DEL BORGO MURATTIANO.

RESET è una soluzione lussuosa: qual è oggi il lusso? Il tempo, il silenzio, lo spazio. Una vita affrancata dal rumore. L’obiettivo è una città da vivere e non sono da attraversare. Un luogo attrattivo, che invita allo stare, al permanere, all’osservare, a lasciarsi sedurre dalle merci, dalle idee e dalle relazioni. Con la costruzione della chiesa di San Ferdinando che sottrae un intero isolato al Borgo Murattiano, nel 1843, via Sparano diventa il luogo privilegiato del progressivo tradimento delle intenzioni del piano di fondazione del Gimma: lì avvengono le prime sopraelevazioni dei fabbricati, lì le prime sostituzioni: i magazzini Mincuzzi nel 1923 e il palazzo della Rinascente nel 1924; lì si manifesta in modo massiccio la metamorfosi speculativa degli anni Sessanta ma anche il rinnovamento dei linguaggi architettonici, la sperimentazione dei nuovi materiali e nuove tecniche costruttive. Per un singolare, forse unico caso via Sparano si presenta oggi come un museo a cielo aperto dell’architettura barese del Novecento, conservando pressoché intatte alcune fra le migliori testimonianze di una generazione di «solitari maestri». L’originario ordito dello spazio pubblico, concepito prima dell’avvento dell’automobile, ad una fruizione pedonale deve tornare per riconquistare misure, distanze e tempi adeguati alla dimensione del luogo collettivo. Per ritrovare la sua funzione di vetrina, palcoscenico dello sperimentare, dell’innovare, dell’inventare. Oggi il quartiere è allo stesso tempo attrattore e luogo di attraversamento ma questa condizione non è più in grado di far fronte alla quantità dei flussi che continuamente la invadono. Il progetto punta ad invertire la tendenza attuale con una pedonalizzazione progressiva dell’intero quartiere a partire dall’asse di via Sparano. Una pavimentazione continua ed omogenea, un lago di pietra, anche artificiale, che porta con se elementi di paesaggio, alberi, sedute, spazi verdi, sculture, che continuamente e in maniera irregolare ne segnano la superficie. L’idea è quella di trasformare, in tempi successivi, la scacchiera viaria del quartiere in una unica piazza pedonale diffusa. In questa logica le azioni iniziali di pedonalizzazione riguardano anche assi tra loro ortogonali. Poiché, pedonalizzando direzioni ortogonali tra loro, si riesce a cambiare la natura dell’impianto viario del quartiere da griglia di attraversamento urbano a “sistemi localizzati di accesso ai fabbricati”. Il progetto prevede la realizzazione di un “manto” che comprende l’adeguamento dei sottoservizi, il sottofondo, la pavimentazione e gli elementi di arredo per una frequenza d’uso pedonale: un sistema “filtrante” della pioggia per aumentare la superficie permeabile del suolo urbano. Il pavimento di lastre di pietra delle migliori cave pugliesi sarà posato a secco, tranne che nella parte carrabile, corrispondente alle corsie di servizio e d’emergenza. Questa soluzione consente di eliminare l’impatto dei tombini e, allo stesso tempo, garantisce la manutenzione senza lavori distruttivi. L’intervento per i sottoservizi potrà quindi essere eseguito anche in tempi diversi e indipendenti dalla realizzazione della nuova pavimentazione. La forma circolare caratterizza tutti gli elementi in pietra, vetro e metallo. La loro collocazione si adegua alle necessità funzionali e rappresentative degli spazi pubblici. I sei elementi disegnati sono equamente divisi tra oggetti verticali con prevalente funzione illuminante e di comunicazione e oggetti distesi sulla superficie a contenere l’acqua e la materia vegetale oltre che a offrirsi come seduta collettiva per i cittadini-utenti.

Alla formazione di una adeguata illuminazione artificiale collaborano tutti gli elementi di arredo dotati, anche alla base, di un sistema di luce. Via Sparano inoltre sarà segnata da due tenui linee luminose continue poste al limite delle intercapedini private. L’uniforme trattamento dei pavimenti lapidei realizza la massima flessibilità d’uso degli spazi pubblici e l’intera maglia pedonalizzata perde il ruolo originario di rappresentare i soli flussi di traffico e si offre per descrivere nuovi significati e ospitare nuove funzioni.

L’analisi del sistema viario del Murattiano ha evidenziato un anello di strade urbane di scorrimento costituito da corso Vittorio Emanuele, corso Cavour, via Capruzzi e il doppio asse di via Q. Sella e via De Rossi. Il suo compito è quello di smaltire e smistare il traffico di collegamento perimetrale al “centro” della città. Altre strade di attraversamento, con minore portata e flusso più rallentato, sono via Dante e via Nicolai. Nonostante la condizione sclerotizzata delle linee di traffico, l’anello di strade perimetrali risulta ancora efficiente e ben collegato alla grande viabilità urbana ed extra urbana.

Il nuovo sistema viario carrabile conserverà gli attuali sensi di marcia con la sola esclusione delle vie A. Da Bari e Argiro per le quali è prevista l’inversione. Esso sarà caratterizzato da circuiti di traffico a senso unico che da perimetro consentiranno l’accesso alle parti più interne del borgo fino a lambire le aree pedonali prima di essere spinti a ritornare sull’anello esterno.

I parcheggi interrati già programmati in piazza Cesare Battisti e corso Cavour risarciranno, già dalla prima fase, la riduzione di posti auto conseguente all’aumento delle aree per i pedoni di via Sparano e dei tratti di strade attigue. Un nuovo parcheggio interrato in piazza Prefettura potrà compensare la realizzazione della seconda fase mentre, infine, si prevede un parcheggio nell’area della ex Caserma Rossani. Complessivamente, circa 4.300 posti auto in luogo dei 3.043 eliminati. Il potenziamento delle aree di parcheggio periferico (park&ride) collegati con il centro consentirà di ottimizzare la circolazione del traffico.


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